Serie A, Juve di nuovo ko: crolla la quota sull’esonero di Sarri. Rischiano anche Pioli e Gattuso…

Serie A, Juve di nuovo ko: crolla la quota sull'esonero di Sarri. Rischiano anche Pioli e Gattuso...

I tifosi lo hanno messo sotto processo dopo la terza sconfitta in campionato, ma anche dai betting analyst arrivano segnali negativi per Maurizio Sarri. Il tecnico della Juventus paga le prestazioni poco convincenti della squadra e qualche incomprensione con lo spogliatoio con un peggioramento netto della sua posizione nelle valutazioni dei bookmaker: nelle scommesse sugli esoneri di Serie A, la quota dell’allenatore bianconero è crollata a 7,50, la stessa di Stefano Pioli e Claudio Ranieri, già da tempo «precari» con Milan e Sampdoria.

La bocciatura di Sarri è evidente soprattutto nel confronto con le quote della settimana scorsa, quando il colpo di scena in casa Juve sembrava uno scenario remoto a 25 volte la posta. In questo momento, la quota del tecnico toscano è di poci più alta rispetto a quella di Gennaro Gattuso (5,50), di nuovo ko con il Napoli; il più a rischio, per ora, rimane Davide Nicola, a 3,00, secondo Agipronews.

Ce l’ho con… Sarri, inizia ad aiutare te stesso: servono scelte nette per prendersi la Juve

Ce l'ho con... Sarri, inizia ad aiutare te stesso: servono scelte nette per prendersi la Juve

Laddove Sarri e i suoi giocatori non sono ancora arrivati nel decifrare i problemi strutturali che attanagliano questa Juventusin soccorso può giungere il calendarioChe offrirà alla Juventus – domenica prossima – la chance di riscattare immediatamente, contro il Brescia, la debacle di Verona e riguardare margine nei confronti delle dirette inseguitrici Inter e Lazio, che si affronteranno nel big match del prossimo turno. In un campionato finalmente aperto, anche in chiave scudetto, la psicologia farà molto e nel momento della burrasca anche questo può essere un salvagente a cui aggrapparsi.

PAROLE ALLARMANTI – Una difesa che subisce come non accadeva in passato e in situazioni di totale controllo, un attacco che è palesemente Ronaldo-dipendente: sono questi gli estremi di una Juve che non gira e che inquieta molto, anche per le allarmanti parole di Sarri nel post-gara del «Bentegodi». La richiesta di aiuto per svegliare una squadra mentalmente superficiale – un messaggio rivolto chiaramente alla società, tirata in ballo anche per un mercato poco omogeneo – suona tanto come un’ammissione di incapacità e inadeguatezza. Chi se non l’allenatore deve essere il primo a convincere lo spogliatoio di un’idea, di una filosofia di gioco e di farsi seguire come un leader?

BASTA COMPROMESSI – A chi contestava a Sarri un certo integralismo tattico nelle fasi precedenti della sua carriera, l’allenatore toscano ha risposto con un ingresso nel mondo Juve eccessivamente timido. Assolutamente in punta di piedi, troppo in punta di piedi. Il risultato è una squadra ibrida, senza un’identità definita e scelte di formazione che sembrano figlie di continui compromessi. Col risultato di scontentare tutti, Dybala e Higuain in testa. Nulla è compromesso ma, per imporsi in maniera decisa e respingere una crisi di rigetto che si sta pericolosamente palesando, l’allenatore della Juve è ora al dentro o fuori. Decida con la sua testa, investa sui giocatori più adatti per il suo modo di intendere il calcio e non guardi in faccia a nessuno. Solo così guadagnerà la completa credibilità agli occhi del gruppo e scaccerà le ombre minacciose di un principio di vera crisi.

Juve, al Milan ci pensa Dybala: con i rossoneri è un talismano

Juve, al Milan ci pensa Dybala: con i rossoneri è un talismano

La Coppa Italia chiama e la Juventus proverà a rispondere presente, malgrado i malumori per la sconfitta di Verona. Giovedì, infatti, c’è il Milan e Maurizio Sarri, dopo aver preferito Higuain nelle ultime due, vuole tornare a puntare su Paulo Dybala.
D’altronde, l’argentino, a San Siro è quasi un talismano, come riportano i dati Opta: perché al Milan ha già segnato a bellezza di otto gol da quando è in Italia. Due con il Palermo, i primi, poi sei con la maglia della Juventus.

Juve, senti Furino: ‘Io sono per tre passaggi e tiro in porta, non come ora’

Juve, senti Furino: 'Io sono per tre passaggi e tiro in porta, non come ora'

Beppe Furino, ex giocatore della Juventus, ha parlato al Corriere di Torino sulla situazione attuale dei bianconeri. Ecco le sue parole: «Se dovessi fare un appunto su quelle che sono le ultime prestazioni della Juve vedo un centrocampo molto carente. Forse ha bisogno di un po’ di tono muscolare e fisicità, nella mia idea di centrocampo la parte propositiva è importante ma è fondamentale soprattutto la fase di contenimento. Non sono critico, mi aspetto sempre che la Juve vinca e raggiunga obiettivi, ho vissuto sul campo le difficoltà. Quando giocavo io la prima regola era non prendere gol e non fare giocare gli avversari. Non giudico nessuno, sono juventino e voglio che la Juve vinca, chiunque la diriga e chiunque sviluppi il gioco, poi ognuno ha le sue idee.

PASSAGGI – «Io ero per tre passaggi e tiro in porta adesso i passaggi sono 20-30, non si capisce quanti. È un’impostazione che usano in tanti. Non ho fatto l’allenatore e non ho avuto la possibilità di verificare la bontà delle mie idee. Parlo da tifoso ma credo che il calcio sia sempre lo stesso. Un insegnante alle scuole medie mi diceva sempre: “Nulla succede per caso”, io penso sempre che un centrocampo votato al gioco offensivo è importante ma un centrocampo solido lo sia ancora di più».

Ex pres Juve, Cobolli Gigli: ‘Pjanic sembra una mozzarella. Dybala il migliore, perché Paratici voleva venderlo?’

Ex pres Juve, Cobolli Gigli: 'Pjanic sembra una mozzarella. Dybala il migliore, perché Paratici voleva venderlo?'

Giovanni Cobolli Gigli, ex presidente della Juventus, è intervenuto a Radio Sportiva e commentato il momento dei bianconeri, reduci dalla sconfitta di Verona: «Sono sempre stato critico con Sarri, non vorrei sparare sulla Croce Rossa. Paratici ha detto Dybala è il nostro miglior giocatore allora spieghi perché voleva venderlo. Nedved confermò Allegri, poi ci fu l’esonero e non partecipò alla conferenza.
Le difficoltà del centrocampo della Juve? In primo luogo, il problema è psicologico. Pjanic sembra un po’ una mozzarella: un passaggio molliccio, è tornato ad essere un giocatore che sembra stanco, forse avrebbe bisogno di riposo. Centrocampo problema che deve essere risolto. Pancia piena? Pensare a giocatori stanchi di vincere è drammatico considerando gli investimenti: la famiglia Agnelli ha fatto un’operazione rischiosa ma giusta. Il presidente è un ottimo comunicatore, forse l’unico, prenda in mano la situazione e si faccia sentire».

Acquisto maglie calcio a poco prezzo online,maglia juve 2020 personalizzate,per fornire il miglior servizio al prezzo più basso. Benvenuti a questo acquisto.

Juve, occasione per una plusvalenza: ecco chi può partire

Juve, occasione per una plusvalenza: ecco chi può partire

Fabio Paratici pensa già al mercato. Come riporta il Sun, la Juventus starebbe cercando acquirenti per Aaron Ramsey.

Il gallese, arrivato a zero la scorsa estate dall’Arsenal, non ha convinto appieno e così Paratici sta pensando alla cessione. Infatti, il suo peso a bilancio è basso, non avendone pagato il cartellino e si arriverebbe quindi ad una ricca plusvalenza senza dover sacrificare altri pezzi più pregiati.

Juve in un guado. Agnelli scelga: ora o mai più!

La Juventus in un guado. Agnelli scelga, ora o mai più!

Questa estate la campagna acquisti della Juventus, forse anche condizionata da pendenze finanziarie da far quadrare ad ogni costo, è stata ancora una volta sommaria e superficiale. Senz’altro non mirata a migliorare e a completare una rosa  giocatori, da anni palesemente carente in settori nevralgici.

Nel contempo, qualcosa di non ben definito ha  anche spinto la dirigenza  juventina a licenziale l’ermetico, nonché pluridecorato allenatore Allegri, affidando la panchina bianconera a Maurizio Sarri, acclamato Guru del gran gioco.

Mossa molto coraggiosa quella attuata dalla società bianconera, convintissima, forse troppo, di avere a disposizione un organico giocatori eccezionale, al quale aggiungere ‘’l’additivo’’ del bel gioco e della spregiudicatezza, per poterne scaturire una potenza calcistica di valore mondiale.

Da un cambiamento tattico cosi radicale importante ed  immediato era logico attendersi prima del suo naturale consolidamento e nei primissimi tempi, un qualche naturale intoppo, una qualche fisiologica battuta d’arresto. Nelle aspettative, l’idea era quella di riuscire a superare, senza troppi danni, la prima fase di studio e adattamento. Quindi procedere via via in escalation, per poi spiccare il volo e procedere spediti sempre  più in alto.

Dopo 6 mesi di studio, di prove e di chiacchere, siamo alla terza giornata di ritorno di campionato. La situazione che si presenta oggi a società, allenatore, giocatori e tifosi è ben diversa da quella che si era prospettata e sperata.

(E ora)… Libero sfogo all’istinto… paradossalmente

Un’accattivante storia, una bella storia quella della Juventus, almeno dal suo punto di vista (che razionalmente anche da un punto di vista più neutrale e oggettivo sembra essere valido) alle prese con l’ennesimo colpo di scena, a distanza di anni, nuovamente quando ci si stava riabituando ormai alla sensazione che tutto volgesse per come si era programmato pensato e ormai costantemente realizzato effettivamente nella crescita perenne generale.

Cosi come nel 2005, ci si accingeva e affacciava verso scenari ormai dei massimi livelli e quindi di avvicinare trionfi internazionali si realizzò la fenomenale CALCIOPOLI della serie «i moralisti sono soltanto aspiranti peccatori a cui è mancata l’offerta» anche oggi in maniera del tutto inaspettata ci si ritrova in uno stallo con dinamiche condite in maggioranza dal susseguirsi di paradossi, ecco il paradosso volente o nolente è un termine «caro» e ripetuto alla Juve… a iniziare da quello per cui si vede la squadra principale nella costruzione della messa in scena di Calciopoli non si fa giudicare, ma sceglie la prescrizione cioè indiziato potenzialmente colpevole, ma non giudicato… fino a Marotta/Conte…

Dopo calciopoli si progetta e si organizza lucidi una ripartenza e piano di crescita e sviluppo e pochi anni e siamo con un trend di crescita che sommato alla crisi abissale e inesorabile che travolgeva il resto dava una doppia velocità di crescita e distacco in solidità ristabilendo in breve ma ancora più netto e distante il ruolo di principale protagonista italiano e europeo. (Che bella favola per chi si riteneva derubato del proprio destino ostacolati impediti si ritrovano a rivivere la giustizia della meritocrazia primeggiando in maniera storica in Italia e 2 finali Champions paradossali anche quelle come le eliminazioni con Real con il Bayern Monaco e con Galatasaray dove non si sarebbe dovuto far giocare la squadra…).

La società nuova il rampante e convincente Andrea (mio grandissimo mito… ancora per il momento…) e la sua troupe fanno grandi cose!! Stadio di proprietà, 8 scudetti consecutivi crescita fatturato costante (altro che 10€, 10€ ma come si permette?!?! A una delle famiglie più potenti al mondo!!)…

L’undici Juve contro il Milan in Coppa Italia

Dimenticare Verona e protendersi verso la prestigiosa sfida di Coppa Italia contro un’altra squadra arrabbiata ed in cerca di rivincite: il Milan.
Comunque le polemiche dopo la sconfitta contro gli scaligeri non si placano tra i tifosi bianconeri.

Qua e là leggo consigli per la difesa a 3, ritorno al 3-5-2, il 442 ecc. Un conto è sostenerlo dopo la sconfitta sull’onda della rabbia, un conto due o tre giorni dopo. Sarri da che allena, fa due moduli, il 4-3-3 o il 4-3-1-2.  Punto. Si narra che un 15 anni fa fece un anno usando il 4-2-3-1, ma non è dato sapere se sia leggenda o verità.

Sarri deve fare il Sarri, ma deve farlo bene.

Leggo che il problema è la difesa alta. A me non sembra proprio. Anzi più sta alta, più la squadra è corta. Con elementi veloci quali Cuadrado De Ligt ed Alex Sandro se qualcuno fugge lo riprendono. E’ dentro l’area dove fanno errori individuali e di marcatura.

La Juve prende gol in contropiede, non perché la difesa sia alta ma perché in troppi vanno in attacco, perché quest’anno la Juve fa più fatica a creare occasioni da gol e porta più uomini in attacco che non sempre riescono a rientrare.

Tolti Dybala e Ronaldo la Juve in attacco ha problemi di infortuni , scarsa forma e anche mancanza di alternative.

Altro problema è la condizione fisica, se il Liverpool per 90 minuti tiene ritmi alti in Premier la Juve in serie A al massimo arriva all’ ora con quei ritmi.

Juve, ora anche Pjanic è un caso: altro che ‘150 palloni a partita’…

Juve, ora anche Pjanic è un caso: altro che '150 palloni a partita'...

La Juve non gira perché Miralem Pjanic non gira. O Pjanic non gira perché la Juve non gira? Difficile capirlo, come in tante situazioni anche in questo caso forse la verità sta nel mezzo.

Poi ci sono i numeri e questi spiegano come Pjanic sia partito come fulcro quasi esclusivo del gioco della Juve, salvo poi scivolare gradualmente ma inesorabilmente verso il basso, come rendimento, efficacia e continuità. Anche il bosniaco fa parte degli equivoci dell’era Sarri, almeno fin qui. Così come del centrale tema incastrato tra campo e mercato, dell’assenza di coppie in rose: un vice Pjanic non c’è, non è stato acquistato né ad agosto né a gennaio. 

Acquisto maglie calcio a poco prezzo online,maglia juve 2020 personalizzate,per fornire il miglior servizio al prezzo più basso. Benvenuti a questo acquisto.